Il fieno messo ad asciugare dolcemente ai piani superiori, la legna disposta come se fosse un disegno o un opera d’arte, piccoli fasci di avena, orzo, lino, da lui coltivati e appesi all’ingresso accanto a vasi di fiori blu e sopra due grandi portafiori in legno pieni di talgette che affiancano l’ingresso. E poi, sul lato sinistro, discreti vasi di fiori disposti su piccole assi di legno che spuntano dalla catasta. Una casa piena di sentimento, dove Andrea Colle ci accoglie con il suo sorriso, raccontandoci con splendida timidezza della sua passione per i fiori e per tutto quanto faccia rima con manualità. “Da quando è mancata mia moglie ho iniziato a curare i fiori in questo stavolo”.
Quando gli chiediamo quanto tempo gli porta via sorride e se gli si chiede se tanta minuta manualità e tanto gusto siano strane per un uomo, risponde che “quando c’è la passione nulla è strano” e a lui la passione l’ha trasmessa la madre. “I fiori dello stavolo si riproducono praticamente in modo naturale, di anno in anno, mentre tenta di conservare durante l’inverno i gerani che coltiva nella sua abitazione, “ma dipende dalla rigidità dell’inverno”.